NUOVO PROVVEDIMENTO dell’Agenzia delle Entrate -> KEEP CALM e NO PANIC

Questo post è un fuori programma, non era affatto previsto, ma dato tutto il recente movimento in materia fiscale, butto giù un paio di riflessioni del tutto personali per condividerle.
Per “movimento in materia fiscale” mi riferisco a tutte le azioni che l’Agenzia delle Entrate sta intraprendendo ultimamente (vedi le novità sulla cessione del credito d’imposta oppure la richiesta di evidenza dei conti correnti svizzeri che non centrano con Etsy ma fanno parte del “movimento”) e soprattutto a questo nuovo provvedimento che riguarda le vendite a distanza di beni mediante l’uso di un’interfaccia elettronica, che invece ci interessa un po’ più da vicino e che è l’argomento di questo post.

NUOVO PROVVEDIMENTO dell’Agenzia delle Entrate: KEEP CALM & NO PANIC

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UNA RIFLESSIONE NON UN’INFORMATIVA

Non sono una commercialista e questo post non vuole affatto sostituirsi alla consulenza di una professionista. Metto solo nero su bianco e condivido le mie riflessioni a seguito di questa comunicazione, delle reazioni che questo provvedimento ha suscitato e delle domande che ho ricevuto.

IL PROVVEDIMENTO 

Sono andata a leggermi tutto il provvedimento per farmi un’idea mia e devo dire che me ne sono fatte diverse (😂 ).

Anzitutto ho capito che il provvedimento non si rivolge affatto ai venditori (*fornitori*), almeno non in prima battuta. Si rivolge invece ai proprietari (*soggetti passivi*) delle piattaforme digitali (*interfaccia elettronica*), nel nostro caso Etsy ma anche Amazon, BigCartel ecc, che *facilitano* l’incontro tra venditore e compratore al fine di concludere una cessione di beni.

Tutto questo burocratese per riportare pari pari dal provvedimento definizioni e concetti.

COSA CHIEDE IL PROVVEDIMENTO

Semplicemente che questi proprietari delle piattaforme/soggetti passivi (per noi il sig. Silverman 😉), provvedano a comunicare tutti i dati dei venditori che hanno effettuato vendite nel trimestre in esame entro il mese successivo al trimestre.

MOTIVO DEL PROVVEDIMENTO

Sono persuasa (come dice Montalbano) che l’Agenzia delle Entrate abbia letteralmente dichiarato guerra all’evasione fiscale e che queste ultime azioni siano proprio rivolte a cercare di combatterla.

Se il nostro sig. Silverman non trasmettesse questi dati sarebbe lui stesso debitore delle imposte per le vendite che sono transitate dalla sua piattaforma. Il provvedimento è infatti rivolto a Etsy, un colosso, e non a te e al tuo negozio. Questo almeno non nell’immediato. Va da se poi che, se le cose non sono fatte in regola, il provvedimento raggiungerà anche chi non le fa in regola, che è poi il fine ultimo di tutto il “movimento” 😉.

REAZIONI 

Ci sono state diverse reazioni al provvedimento: chi non ne ha nemmeno avuto notizia e vive stra-sereno, chi l’ha saputo, prende atto e continua per la sua strada e chi invece ha proprio già chiuso il negozio 😱.

Tutte reazioni comprensibili, ovviamente, ma la logica rimane sempre la stessa: “che tu abbia o non abbia la partita iva, se hai fatto tutto in regola non hai niente di cui preoccuparti”

In ogni caso, per quelle posizioni già “non ben definite” (mi riferisco a chi non ha la partita iva ma fa regolare ricevuta di vendita, dichiara tutto nel 730 e rimane sotto il tetto dei 5000€ ) la tranquillità assoluta non c’era nemmeno prima, o sbaglio?

Etsy, fino ad adesso, è sempre stata la patria della posizione non ben definita, ora lo stato italiano sta cercando di regolare anche le transazioni online e regolarizzare anche questi mercati.

QUINDI

Se hai la partita iva e hai fatto le tue fatture per ogni vendita, le hai portate al commercialista e ci hai pagato le tasse sopra non ci potrà essere alcun problema perché hai rispettato le regole e le procedure.

Se NON hai la partita iva ma hai comunque fatto le tue ricevute per ogni vendita e dichiarato tutto insieme agli altri redditi nel 730 dovresti essere altrettanto in regola.

Nella mia esperienza di consulente e non di commercialista, entro le 5/6 vendite l’anno, restando sotto i 5000€, facendo sempre ricevuta e dichiarando tutti i proventi, non ho mai visto incorrere in multe o accertamenti.

Dal mio punto di vista questa situazione non ben definita che ti permette di aprire un negozio su Etsy, percepire un compenso per le tue creazioni senza aprire la partita iva, vuol essere quella possibilità di “testare la macchina” prima di buttarsi davvero nel mondo imprenditoriale.

Se poi vedi che non è cosa, chiudi e ti metti l’anima in pace sapendo di averci provato con tutte le tue forze.
Se tutto funziona alla grande, nulla ti vieta di lavorare nella legalità, anche perché gli strumenti per farlo ci sono.

LE DOMANDE 

  • Pensi davvero che Etsy si metta a fare anche la comunicazione dei dati di tutti i suoi acquirenti? 
  • Quando avrà decorrenza questo provvedimento?
  • Cosa succederà a quelli che non hanno partita iva ma fanno la dichiarazione dei redditi mettendoci dentro anche ricavi dalle vendite di Etsy?
  • e la più gettonata di tutte: cosa succederà una volta che i nomi e cognomi dei sellers italiani saranno nei data base della nostra cara Agenzia delle Entrate 😱?

In aria di ferie e in attesa di eventuali altre definizioni e modifiche del provvedimento rilassati, goditi le ferie e questo periodo di pausa, al rientro la commercialista Carlotta Cabiati risponderà  a queste domande (probabilmente con un video su IG). 

IN CONCLUSIONE

Senza cadere nei luoghi comuni penso che se tutti ci rispettiamo l’un l’altro, anche dal punto di vista fiscale facendo ognuno la propria parte, le cose non possono che migliorare per tutti.

Lo so è difficile ma non smetto di crederci e non smetto di credere in te che con la tua passione potresti andare lontano!

Per non perderti gli aggiornamenti su questo argomento puoi seguire sia me sia Carlotta sui nostri profili IG.

Buone vacanze allora 🏖, ne riparliamo a settembre 👍🏼!

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