INTERVISTA A VALENTINA MASULLO: I SEGRETI PER COMUNICARE CON LE FOTO!

Ottime foto per delle inserzioni sul negozio Etsy sono fondamentali per attirare l’attenzione e mostrare il prodotto al meglio, questo è ormai noto. Ma le foto per raccontare chi sei, la tua personalità, il tuo stile e il tuo marchio sono altrettanto importanti!

Per capire quali sono gli aspetti fondamentali di una foto “fatta per raccontare” ho intervistato Valentina Masullo (aka VALEFATINA) che non ha bisogno di molte presentazioni 😃. Valentina si occupa di content marketing per il settore food. Crea ricette, fa foto spettacolari e consulenza di comunicazione. In pratica di mestiere “fa venire fame alle persone”😋.

Tutte le foto della sua gallery su Instagram mi fanno venire voglia di mettermi di corsa ai fornelli ed è proprio questo il motivo che mi ha spinta a farle quesa intervista: carpire i segreti per fare foto che facciano venire voglia di sapere di più di te e del tuo prodotto. 

Se vuoi ritrovare facilmente questo articolo pinnalo 📌 nella tua bacheca di Pinterest “Da leggere” 😉

Quanto è importante la fotografia nella comunicazione on‐line?

La fotografia conta, per una buona comunicazione, tanto quanto i testi e contribuisce in modo significativo a definire la nostra immagine, in qualche caso più delle parole. 

Associarci a una certa palette di colori o a uno stile specifico (es: nordic, country, etc.) aiuta, chi ci segue online ma non ci conosce abbastanza dal vivo, a farsi un’idea di chi siamo, della nostra personalità e delle nostre attitudini e questo può fare la differenza al momento di decidere se seguirci comprare da noi oppure no.

Come far passare il proprio stile nelle foto?

Più che di stile, che cambia con i tempi, che si adatta ai trend, che li reinterpreta e li nutre, la questione è costruire un racconto fotografico coerente.

Possiamo renderci riconoscibili per il fatto di usare sempre lo stesso sfondo, oppure sempre lo stesso elemento inserito nella foto ma, perché funzioni, dobbiamo distinguerci perché siamo NOI, al primo sguardo, non sempre uguali, ma sempre veri.

Hai qualche suggerimento segreto per fare foto da urlo?

Se parliamo di fotografia per comunicarsi, a fare la differenza, più che la qualità dello scatto ‐ in termini tecnici ‐ è quello che riesce a trasmettere al primo sguardo.

Il segreto è scattare ricordandoci sempre di metterci nei panni di chi guarderà quello scatto, senza
sapere davvero cosa ci sta dietro. 

Quali sono, se ci sono, i tipi di foto che funzionano meglio per i social?

Per quanto riguarda i social, quello che conta molto è rispettare il formato del media su cui stiamo pubblicando.

Su Instagram ci vanno scatti quadrati, se consideriamo l’interfaccia dell’app è facile capire perché, su Facebook meglio quelli orizzontali o collage organizzati secondo un layout semplice da visualizzare senza ulteriori scroll, su Pinterest il formato verticale vince.

Esiste anche un’estetica legata a certi social, al punto che ormai definiamo anche il mondo che abbiamo intorno etichettandolo come “molto Pinterest” oppure “molto Instagram”, cercare di interpretarla secondo la nostra personalità può essere un ottimo modo per avere immagini e canali social che funzionano. 

Credi che si possano ottenere buoni risultati anche usando solo lo smartphone?

Dal punto di vista tecnologico ci sono smartphone che nulla hanno da invidiare alle reflex anche di alta fascia perciò per me lo smartphone resta lo strumento da preferire, soprattutto quando non si ha una conoscenza profonda della tecnica fotografica e dello strumento che si sta usando. 

Fotografare con lo smartphone riduce tutto ad un solo bottone, il che ci consente di concentrarci sui dettagli davvero importanti della nostra foto: la luce, la composizione, il racconto.

Certo, con uno smartphone certi effetti sono impossibili da ottenere per limiti hardware e software ‐ mi viene in mente lo scatto in priorità di tempi di una reflex, anche base, grazie al quale possiamo ottenere fermi immagine di acqua o polveri che cadono ‐ ma deve essere chiaro che non sarà questo a determinare il successo o l’insuccesso della nostra comunicazione fotografica.

Intervista a VALENTINA MASULLO: i segreti per comunicare con le foto!

Foto di SKIMWORLD scattata alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze (https://www.facebook.com/skimworld/)

Quali sono gli strumenti che usi per lavorare, ridimensionare insomma fare la post produzione delle foto? Oltre alla potentissima suite Adobe

Utilizzo Lightroom su Mac solo per gli scatti realizzati con la reflex, che sono quelli del blog o quelli realizzati per i miei clienti. Per la mia comunicazione scatto tutto con lo smartphone e utilizzo prevalentemente Snapseed (app gratuita per tutte le piattaforme) per intervenire sulla foto e migliorarne l’appeal.

Cosa pensi della light box?

Penso che siano strumenti necessari solo se si ha bisogno di creare foto per cataloghi o da scontornare per forza (per montaggi o per piattaforme tipo Polyvore).

È uno strumento costoso e ingombrante, dal momento che, per essere davvero utile, va corredato di almeno tre lampade e altrettanti stativi e non lo consiglierei affatto a chi dovesse aver bisogno di scattare foto di prodotto da utilizzare online.

Se hai un prodotto da vendere fammelo vedere nel suo contesto, fammi percepire subito il modo in cui potrò utilizzarlo, immergilo nella realtà (o nella realtà che vorrei come cliente).

Ha ancora senso il watermark nel 2018?

Questo è un argomento su cui si dibatte da sempre e non credo se ne verrà mai a capo. Per quanto mi riguarda lo utilizzo solo per le fotografie del blog, più che per “ firmarle” per renderle riconoscibili anche fuori dal loro contesto, quando vengono ri-condivise sui social o via  messaggistica privata.

La firma in una foto, questo volerne rivendicare la paternità, lascia intendere un po’ il valore artistico dello scatto, per questo non segno le foto che utilizzo per la mia comunicazione, perché quelle foto non sono mie, quelle foto sono ME, sono quello che voglio raccontare e sono lì per chi le guarda, non perché io possa compiacermene.

Trovo fuori luogo il watermark applicato sulla foto in modo tale da renderle poco fruibili o da rovinarne l’equilibrio. Il testo, all’interno di un’immagine, risulta sempre l’elemento più rilevante e distoglie l’attenzione da quello che davvero volevamo mostrare.

Una volta messa online un’immagine ‐ watermark oppure no ‐ se qualcuno vorrà rubarla lo farà, a quel punto sono altri gli strumenti che ci permettono di difenderci dal furto.

La Vale è sempre chiarissima nelle sue spiegazioni e la passione che trasmette parlando di fotografia è tangibile.

Per imparare i segreti della fotografia direttamente in aula e con la sua preziosa supervisione, Valentina ha creato un corso di una giornata che si chiama FOTO IN TAVOLA scopri qui quando sarà la prossima data.

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