ESPORSI O NASCONDERSI? RIFLESSIONI SUL MONDO DELL’ARTIGIANATO

Social e condivisione sono aspetti importanti per la realizzazione di un progetto artigianale. Oppure no? Dopo gli ultimi 3 post un po’Β  come dire… informativi che ho scritto su branding, foto e negozio Etsy, oggi vorrei condividere con te una riflessione.

Se mi segui su Instagram (lo spero 😜 ma se non lo fai puoi trovarmi qui) saprai che qualche sabato fa sono andata alla fiera Kreativ 2019 a Bolzano.

Bolzano, come tutto il Trentino Alto Adige del resto, ha su di me un effetto… come dire da favola. Mi spiego meglio: qualsiasi cosa succeda in Trentino per me Γ¨ magica. Eppure questa volta non Γ¨ andata proprio cosΓ¬.

Non fraintendermi, la fiera Γ¨ stata bellissima, ho incontrato un sacco di artigiane/i favolosi con progetti e prodotti studiati e orgogliosamente presentati ma…

C’Γ¨ un ma che ha fatto nascere in me 2 riflessioni, te le racconto.

PRIMA RIFLESSIONE

Prima di partire avevo avvisato chi mi segue che sarei andata a Kreativ 2019 e ho ricevuto molte richieste di aggiornamenti da chi non ci sarebbe potuta venire. In questo modo avrei portato io un po’ di fiera da loro.

Avevo giΓ  deciso come avrei condiviso quel che vedevo prima ancora di buttarmi nella fiera: avrei postato nelle mie stories di Instagram ogni singola meraviglia taggando l’artigiano che l’aveva realizzata in modo da permettere, a chi vedeva la storia, di conoscerlo meglio, e cosΓ¬ ho fatto.

Mi sono fatta il mio bel giretto facendo una valanga di foto e video delle meraviglie in cui mi imbattevo, prendendo appunti su chi erano gli artigiani che le realizzavano e scambiando due chiacchiere con alcuni di loro.

Finito il giro mi sono seduta nell’area ristoro della fiera e, gustandomi un gelato, con il mio pc e il mio cell ho iniziato a cercare i profili degli artigiani che avevo incontrato.

😱

Ho fatto una fatica bestiale a trovarli tutti: nomi di profili che non coincidevano con quelli esposti in fiera, profili privati. Di alcuni non ho proprio trovato l’account IG, c’era solo una pagina FB. Mi sono pure aiutata con la piantina della fiera πŸ˜… . Insomma ce l’ho messa tutta ma alcuni erano davvero introvabili. Ho quindi preferito rinunciare a postare le loro creazioni. Mi sono chiesta che senso avrebbe avuto divulgare un’immagine senza citare il creatore, no?

Avrei anche potuto chiedere a ognuno di loro i proprio riferimenti social, per poterli poi taggare. In questo modo perΓ² non avrei finito in tempo il giro della fiera perchΓ© mai li avrei disturbati durante una trattativa o una richiesta di prezzi da clienti potenzialmente interessati, solo per chiedere: “Scusa, hai un account Instagram?” oppure “qual Γ¨ la tua pagina Facebook?”

Insomma mi Γ¨ dispiaciuto un sacco non poter citare tutti ed Γ¨ da qui che Γ¨ nata la mia prima riflessione/domanda: perchΓ© un artigiano sceglie di non sfruttare completamente tutte le potenzialitΓ  che i social offrono nel 2019? So bene quale sia l’impegno che richiede stare dietro alla propria presenza on line ma Γ¨ davvero tempo perso?

Forse chi Γ¨ solito fare fiere ed eventi dal vivo punta su quelli piuttosto che su una presenza on line. FarΓ  bene lui…. non so, ma la mia riflessione resta.

Tu ci sei sui social con la tua attivitΓ ? Li segui? Ti dedichi a postare con costanza e costruire una rapporto con i tuoi followers o credi sia superfluo?

SECONDA RIFLESSIONE

Camminando tra i vari banchetti mi sono imbattuta in un angolo arredato benissimo, in stile shabby, era adorabile πŸ₯°. Ogni lato del banchetto ero uno scatto perfetto: mobiletti anticati, stoffe vintage, cestini profumati, originalissime idee realizzate con gli strumenti recuperati dalla cucina. Insomma il paese dei balocchi.
Ero giΓ  pronta a scattare da ogni angolazione quando ….

Ho visto questa “richiesta” giΓ  diverse volte, ma senza mai capire qual’Γ¨ il motivo alla base del quale viene fatta.

Presumo per preservare e tutelare l’idea originale ma allora mi chiedo: ” perchΓ© esporre a una fiera?” Certo per vendere e fin qua ci siamo tutti credo no πŸ˜…?

Quel che intendo Γ¨: chi non ha intenzione di comprare,Β  perchΓ© persuaso (come di ce Montalbano) di poter replicare l’idea con un processo fai da te a casa propria, non ha certo bisogno di una foto.

Sento continuamente artigiane che (a giusta ragione eh) si lamentano di regalare minuti fitti di conversazione con potenziali clienti, spiegando loro le radici profonde che l’hanno spinta a fare quel che fa, raccontare lo studio che c’Γ¨ dietro il prodotto, le varie tecniche con cui viene creato per poi sentirsi dire: ” ah, ma si, allora lo posso fare anche io a casa! πŸ₯΄

Allora ancora mi chiedo quale sia la paura della foto?

Tu lasci fotografare le tue creazioni o metti anche tu i cartelli “no foto grazie” precludendoti la possibilitΓ  che la tua creazione venga condivisa? Cosa ti spinge a negare uno scatto?

Ci tengo a precisare che questo post non vuol essere ne una critica ne una presa di posizione ma solo una riflessione e una condivisione di punti di vista.

Ti lascio con 2 pensieri che adesso mi girano per la testa:

1) esiste ancora oggi qualcosa di “non giΓ  inventato” se non una rivisitazione (seppur sconvolgente) di quanto giΓ  esistente?

2) il gioco vale la candela? È meglio rischiare di essere copiati o di diventare virali?

Se vuoi dimmi la tua nei commenti qui sotto oppure taggami nelle tue stories di Instagram, oppure mandami un piccione 😜.

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